Peperone di Zero Branco

Nel territorio di Zero Branco, comune della provincia di Treviso, così come nel comune limitrofo di Scorzè, in provincia di Venezia, e un po’ in tutto l’areale fresco e ricco d’acque delle risorgive, il peperone si coltiva da tempi lontani.

La varietà originaria, coltivata in questa zona, è “Quadrato d’Asti”, che tuttavia ha subito, nel corso del tempo, delle modifiche migliorative, dovute ad attente selezioni e meditati incroci, ottenendo le tipologie attualmente coltivate, in particolare il “pathos giallo”, che in questa zona si esprime a livelli qualitativi molto alti.

La coltivazione del peperone non è difficile: tra la fine di marzo e i primi di aprile si mettono a dimora sotto tunnel freddo, manualmente o con macchine adatte. Il terreno deve essere lavorato a media profondità e arricchito da concimi organici. Le piante hanno bisogno di una certa quantità d’acqua, per cui vengono irrigate preferibilmente a goccia; come hanno bisogno di non essere disturbate da piante infestanti, per cui vanno tenute libere dalle stesse, mediante sarchiature e zappature manuali.

A circa 80-90 giorni dal trapianto, i peperoni cominciano a maturare e vengono raccolti a mano assieme al loro picciolo. La qualità del frutto raccolto dipende dalla sua consistenza, dallo spessore della polpa, dal colore che deve essere giallo brillante, dalla forma regolare, dalla pezzatura e dal gusto che non deve risultare piccante ed a Zero Branco queste caratteristiche si esprimono tutte ad alto livello con soddisfazione dei consumatori. Non va dimenticato che il peperone è una delle ricchezze dell’alimentazione nella seconda parte dell’estate e nel primo autunno, grazie alla ricchezza di Vitamina B1 e soprattutto C (150 mg di Vitamina C per 100 g di peperone); questo è in assoluto l’ortaggio più ricco di tale vitamina, se solo si pensa che le arance ne hanno “solo” 50 mg per 100 g di prodotto.

Grazie a queste caratteristiche, il peperone di Zero Branco è un ottimo antiossidanti naturale, quindi combatte i radicali liberi, responsabili delle alterazioni cellulari che sono causa anche del loro invecchiamento, ma soprattutto dei tumori e delle malattie coronariche.
Un tempo i peperoni di Zero Branco rappresentavano una buona fonte di reddito integrativo, dal momento che erano molto conosciuti, apprezzati e presenti sui mercati di Padova e di Milano ed anche in Germania. Nell’ultimo decennio del secolo scorso la produzione è andata diminuendo, tanto che ora non si arriva a una decina di ettari coltivati.

Attualmente si ha una produzione sotto tunnel che si aggira sui 350 q ettaro, mentre quella a campo aperto dà una produzione per ettaro attorno ai 250 quintali. Lo sviluppo di alcune cooperative tra produttori pare stia incrementando la produzione, anche perché la richiesta dell’ottimo peperone di Zero Branco non è mai venuta meno, proprio per le particolari ed elevate qualità di questo ortaggio che si è rivelato assai utile per la salute oltre a prestarsi a preparazioni gastronomiche di grande bontà e interesse.

Fonte: http://www.marcadoc.it/

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