Ossi da Morto

Biscotti tradizionalmente preparati in periodo autunnale, in occasione della ricorrenza dei morti. Oggi sono disponibili tutto l’anno nelle osterie. Gli ossi da morto trevigiani, che hanno come base la pasta lievitata di pane, si distinguono dai loro cugini veronesi (i trandoti) che aggiungono farina gialla a quella bianca. Alcuni studiosi ascrivono la preparazione di questa specialità dolciaria al forno di Walter Piovesan, noto fornaio di Salgareda, sin dal 1851.

Il nome con cui è noto questo biscotto è riconducibile alla sua forma a cilindro, la cui lunghezza varia dai 10 ai 15 cm, con rigonfiamento alle estremità, che lo rende molto simile ad un osso.

Sono costituiti da farina bianca, burro, albume d’uovo. latte, olio, zucchero, lievito, un pizzico di sale. Facoltativa una goccia d’anice. Gli ingredienti vengono impastati fino a formare un composto omogeneo. Una volta suddivisa la pasta in pezzi e conferita loro la forma di osso, i biscotti vengono cotti in forno a fuoco moderato. Dopo la prima cottura, vengono nuovamente biscottati.

Fonte: Forme & Sapori, a cura di Giampiero Rorato

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